lunes, 28 de julio de 2014

En Nàpoles se reza y se marcha por Palestina




Nápoles - El 28 de julio los inmigrantes de religión musulmana se han reunido en Plaza Garibaldi para rezar juntos, para celebrar el último día de Ramadán y a la vez manifestar su apoyo al pueblo de Palestina. Véase fotos publicadas por
 

Desde comienzos de julio los bombardeos ejecutados por Israel han generado otra hola de solidaridad a Palestina en todo el mundo, y una vez más en Nápoles, adonde esta lucha siempre ha despertado gran entendimiento con las comunidades de inmigrantes. En muchas casas de Nápoles, sean cual sean las orígenes de las personas, hay una bandera de Palestina. En muchos espacios sociales gestionados por colectivos hay una bandera de Palestina. Hace tres aňos salió desde Nápoles la “Freedom Flotilla”, un barque que los movimientos organizaron para llevar ayudas a Gaza (www.freedomflotilla.it).
  
Cabe destacar que en Nápoles existen también fenómenos de mal-entendimiento con las comunidades inmigrantes, y hasta puede llegarse a llamar a toda una comunidad con el mismo nombre: “Alí” por si eres Pakistán; “Mustafa” si vienes de Magreb; “My friend” si eres de tez negra... En mayo un estudiante de italiano – obrero pakistán, sastre en una fábrica – se me acercó al final de la clase y me preguntó porqué en el trabajo siempre lo llamaban “Alí” si él no se llamaba así. Resultaba difícil contestar. Creo que haya personas que – influenciadas por el bombardeo mediático - parecen resistir a la transformación de Italia en tierra de inmigración, olvidando que desde hace un siglo los italianos siguen emigrando para todo lado.

¡Palestina libre!
¡Sí a las migraciones!
¡No al colonialismo!
 

viernes, 18 de julio de 2014

Ancora violenza in Venezuela? - RACCONTO DEL GOLPE DEL 2002

Napoli - Oggi come ieri il Venezuela è attraversato tanto da forze destabilizzatrici quanto da inviti ad una gestione più razionale dei conflitti.
Gli attivisti si scontrano attraverso i media, a volte in piazza, a volte nelle sedi istituzionali.
Ora più che mai tornano attuali alcune dinamiche che hanno caratterizzato il tentato Golpe dell'11-13 aprile 2002, quando l'istigazione politica e mediatica portò il Venezuela sull'orlo di una Guerra Civile.
Allora, grazie alla resistenza ed all'organizzazione popolare tutto tornò alla "normalità" in 48 ore.
In questo ritrovato contesto di tensione, pubblichiamo la video-intervista in cui Jonathan Ochoa ci racconta brevemente quanto successo dall'11 al 13 aprile del 2002.
Questo contributo ci è arrivato un anno fa per arricchire il nostro dibattito sulla partecipazione dal basso in Venezuela (vedi iniziativa del 5 giugno).

Per la video-intervista in spagnolo:
http://www.youtube.com/watch?v=8jllEC39v9w

Ecco il racconto di Jonathan in italiano:


In questa sezione analizzeremo brevemente quanto successo l'11 aprile:
il Colpo di Stato contro il movimento bolivariano.

Quel giorno fu convocato un corteo,
in quell'epoca tutta la società venezuelana era molto calda:
i cosiddetti "escualidos" (l'opposizione) ed i chavisti.

L'11 aprile i leadear dell'opposizione convocarono un corteo
ed anche i leader del chavismo convocarono un corteo:
i chavisti stavano a Miraflores e gli oppositori stavano nell'Est di Caracas.

Nel tardo pomeriggio, i leader del corteo oppositore
fecero un appello con molta euforia, con molta rabbia,
affinché si arrivasse fino al Palacio de Miraflores, 
dove si trovava il Presidente della Repubblica
e buttarlo giù; dissero: "Oggi è il giorno giusto!"

Questo Colpo di Stato fu fatto l'11 aprile,
ma era legato ad una schifosa campagna organizzata dai mezzi di comunicazione
e da un PARO PETROLERO (sciopero dirigenti industria del petrolio)
che credo nessun paese o movimento poteva sopportare.

Un PARO PETROLERO, un PARO NACIONAL y ECONOMICO

Questo corteo si concluse dove già erano preparati vari francotiratori
che uccisero moltissimi partecipanti ai cortei
al corteo dell'opposizione ed a quello chavista.

L'iniziativa, perversa e schifosa,
fu che ogni settore si accusasse a vicenda
e si verificasse un principio di Guerra Civile.

Quel giorno, l'11 aprile 2002,
in pratica accadde che ci furono caduti, morti dal lato dell'opposizione
e ci furono caduti, morti tra i manifestanti per il Governo.

L'11 aprile fu un giorno nefasto, pieno di molte morti, di molto sangue,
qui in Venezuela e nello specifico a Caracas.

Dopo queste morti la gente rimase molto ammutinata,
i mezzi di comunicazione si incaricarono di accusare il Presidente della Repubblica,
che fu lui a causare tutte queste morti.

L'11 aprile il Presidente viene sequestrato
Chàvez viene portato su un'isola (La Horcila), molto lontano dal Venezuela.

L'iniziativa era cacciarlo dal Paese o assassinarlo
l'iniziativa era negoziare con lui.

Poi i mezzi di comunicazione tirano fuori una supposta rinuncia di Hugo Chàvez
per demoralizzare il movimento bolivariano.

Poi si viene a sapere, attraverso una chiamata telefonica,
che CHAVEZ NON RINUNCIO'
e lui fa uscire un foglio, attraverso un militare patriota,
in cui spiega che lui non ha rinunciato al potere che il popolo gli ha dato.

Mentre Chàvez era sequestrato sull'isola,
nel Palacio de Miraflores si uniscono tutti gli organizzatori di questo Colpo di Stato:
Rappresentanti del potere economico,
Proprietari dei mezzi di comunicazione,
la nefasta Chiesa Cattolica, sempre presente contro il popolo.

Questi personaggi lì riuniti auto-nominarono Pedro Carmona Estanga
SI AUTO-NOMINO' PRESIDENTE
un dittarorello, era presidente della CTV
(Consejo del trabajo de Venezuela)
 
Questo si auto-proclama al Venezuela, destituisce tutti i poteri della Nazione,
e... danno il benvenuto ad un nuovo Presidente,
i mezzi di comunicazione dicono: "Buongiorno, abbiamo un nuovo Presidente!"
E QUI NON E' SUCCESSO NIENTE

Mentre la calma regnava sui mezzi di comunicazione,
per strada si muoveva qualcosa: i collettivi popolari e la gente umile si mobilitarono
raggiunsero il Palacio de Miraflores.

Chiuso il Canale Pubblico per non comunicare la verità,
il Canale Pubblico lo riprendono alcuni cineasti patrioti
e fanno sapere che il Presidente della Repubblica non ha rinunciato
e che si tratta di un Colpo di Stato.

L'iniziativa era dire che Chàvez se ne era andato per gli assassini di quel giorno
e che la classa lavoratrice e "buona" restituisce l'ordine democratico alla Nazione
E QUI NON E' SUCCESSO NIENTE
tutto torna alla normalità.

L'11 aprile le classi che vanno verso il Palacio de Miraflores
esigono la restituzione di Chàvez.

I fattori di potere accumulati nel Palacio de Miraflores,
auto-nominando Pedro Carmona Estanga, fuggono da lì.

In quei giorni ci fu un movimento dei paracadutisti di Maracay,
che furono "chiave" per la restituzione dell'ordine democratico,
prendono il Palacio de Miraflores e restituiscono l'ordine democratico.

Riportano il Presidente venezuelano
grazie a tutto il movimento popolare che si auto-organizzò immediatamente,
e si presentò al Palacio de Miraflores per esigere
la restituzione del Presidente della Repubblica.

Questo è un fatto inedito in Venezuela
e da allora in poi il movimento bolivariano ha preso decisamente forza.

Bisogna notare che quando Chàvez torna,
invece di tornare con ansia di vendetta contro tutti coloro che attentarono alla sua vita,
Chàvez tira fuori un Cristo e dice che
bisogna restituire la calma, che la pace deve tornare nel Paese,
e che perdona quanto di nefasto fosse accaduto
ai margini dei Piani contro tutta la Nazione.


  Traduzione di Fabio Avolio

miércoles, 25 de junio de 2014

SALUD en VENEZUELA - Anteprima interviste a Jonathan Ochoa (con sottotitoli in italiano)



Napoli - Ecco un anteprima della video-intervista a Jonathan Ochoa, attivista culturale venezuelano, che in diverse occasioni ha offerto dei contributi per far conoscere la realtà venezuelana anche qui in Italia. Questa video-intervista sul tema della SALUD è stata inviata da Caracas per l'iniziativa promossa dal collettivo "sQuola popolare loska", che il 5 giugno 2013 ha organnizzato al lab.okk.ska l'incontro LA PARTECIPAZIONE DAL BASSO IN VENEZUELA. Vedi: http://diariodacaracas.blogspot.it/2013/06/p-margin-bottom-0.html

In attesa della pubblicazione dei video con sottotitoli, giriamo il link youtube in lingua spagnola

 https://www.youtube.com/watch?v=lmFffwtSoJs

e pubblichiamo a seguire un'anteprima dei sottotitoli in italiano.





LA SALUD EN VENEZUELA (video-intervista a Jonathan Ochoa)

Caracas (giugno 2013), traduzione a cura di Fabio Avolio

Bene, uno dei grandi drammi del Venezuela è sempre stata la Sanità Pubblica

E credo anche del latinoamerica

E la dicotomia se deve essere pubblica o privata

O barcamenarsi tra tutte e due

Alcune pubbliche, alcune private

O privata con alcune cose pubbliche

O totalmente pubblica con alcune cose private

Quando il Governo Bolivariano assume il potere nel 1999

Questa è una delle sue principali motivazioni

E dei suoi principali piani da eseguire

La sanità

Il guaio della Sanità, il grande dramma della Sanità



E che periva nelle sale d'attesa degli ospedali


Hugo Chàvez, in alleanza con il Governo di Cuba,

Che è stato sempre eccellente in materia di Salute

Mondialmente riconosciuto, inoltre,

Generò ed inventò varie Missioni

Che non sono altro che strategie per rendere accessibile la Salute

Alle classi più disagiate


Perché c'è una piccola operazione molto economica

Che si può fare alle persone con difficoltà visive


Cioè, non protette

E dotarle di occhiali adeguati alle loro problematiche

Ed i bisognosi di intervento

Insomma, si interveniva chirurgicamente sulla retina, l'occhio...

Nello specifico: “Cerchi Mision Milagro e potrà conoscere i dettagli di questa Missione”

Poi si ingegnarono, il Governo di Cuba ed il Governo del Venezuela,

In alleanza strategica: PETROLIO per SALUTE

Le Missioni Barrio Adentro


Al principio erano piccoli moduli dotati dei principi basilari

Per le cure basilari

E la realizzazione di una diagnosi precoce

In ogni zona, in ogni quartiere popolare

Era come l'ESAGONO che si installava nella zona popolare

Un piccolo esagono

E lì le persone trovavano attenzione

La persona anziana poteva misurare la pressione

Poteva prendere la sua pastiglia per la pressione

Un'attenzione diretta

C'è un medico interno lì, un medico cubano



Che è la dotazione di cliniche e ospedali


Che precisamente adegua i grandi ospedali

Che è sempre stato un dramma

Adeguarli e dotarli di tutto il necessario in modo che la Sanità fosse di facile accesso

Per le comunità più popolari

Nonostante tutto, la Missione Barrio Adentro non avanza richieste socio-economiche


Posto che non è esclusivamente per i poveri


viernes, 27 de septiembre de 2013

12 ottobre 1492 - RESISTENZA INDIGENA


Cristoforo Colombo scoprì l'America?

A Caracas nel 2004 
viene abbattuta 
la statua simbolo
della colonizzazione



VIDEO - ABAJO EL COLONIALISMO (12-10-2004)
(1/3) http://www.youtube.com/watch?v=Jh5X3MlEeaI
(2/3) http://www.youtube.com/watch?v=DoOVgkBefFg
(3/3) http://www.youtube.com/watch?v=WcpPwuz2j-g

La favoletta coloniale delle tre caravelle ci è stata ripetuta più volte, creando in noi l'immaginario di una grande missione che ha portato benefici tanto al continente europeo quanto a quello americano.

La stessa favoletta è stata usata dai governi latinoamericani e - in particolare - dai mass media venezuelani, che fino al 2003 hanno celebrato ogni 12 ottobre un generico "Día de la raza"

La colonizzazione non è quindi solo un fatto meramente militare o economico. La mentalità coloniale è qualcosa che viene costruito ed alimentato attraverso (falsi) miti, pagine di libri di storia adottati a scuola, celebrazioni "della razza"...
A volte basterebbe chiedere ai colonizzati cosa ne pensano di tutto ciò.

Dal 12 ottobre 2004 in Venezuela viene celebrato il "Día de la Resistencia Indígena", una decisione del Governo di Hugo Chávez che di fatto ribalta la visione eurocentrica, spostando l'attenzione sul massacro degli indigeni e sulle forme di resistenza praticate da oltre 500 anni.

ABAJO EL COLONIALISMO è la storia di quel 12 ottobre 2004, quando i movimenti si sono dati appuntamento a Caracas in Plaza Venezuela, giusto sotto la  statua di Colombo. Da allora quella statua non c'è più.

Fabio Avolio

sábado, 24 de agosto de 2013

Italia: un llamado para los derechos de los refugiados norteafricanos

Articolo pubblicato anche in Messico sulla rivista "La Otra" di J.A.Leyva:

http://www.laotrarevista.com/2013/07/fabio-avolio-derechos-de-los-migrantes-norafricanos/


Nápoles – Aquí proponemos una traducción al español de la última convocatoria del movimiento antiracista italiano, para que en otras latitudes lleguen informaciones sobre batallas acerca de los derechos de migrantes y refugiados.

no-cieCIE de Santa Maria Capua Vetere: PORQUÉ NO
CIE – Centro de Identificación y Expulsión

Abril 2011: Comienzo de la Primavera Árabe y víspera de la Emergencia Norte África

Para enfrentar la emergencia de la llegada de refugiados tunecinos, el ex Cuartel Andolfato de Santa Maria Capua Vetere fue destinado a la atención para los refugiados. De hecho se instaló rápido un campamento rodeado por una reja metálica, sin protección del sol ni canalización de las aguas pluviales. Las carpas fueron montadas de una vez sobre la grava y acondicionadas apenas con colchones de esponja y cobijas viejas. Los servicios higiénicos quedaban ubicados fuera del recinto, insuficientes e inadaptos. ¡Colas inmensas para acceder, así que muchos se veían obligados a salir de la cola y entregar sus necesidades en cajas de cartón!

Los ciudadanos extranjeros detenidos en el centro se han encontrado en una condición de extrema limitación de la libertad personal, ya que se le prohibía la salida y quedaban bajo vigilancia permanente, sin que a su cargo fuese emitida medida alguna de limitación de la libertad personal – supuestamente para su identificación – y sin que la detención pasara por los canales jurídicos, con menosprecio de las garantías vigentes en la Constitución, los Reglamentos Europeos e Internacionales y en el derecho interno (Decreto Legislativo 286/98).
Hasta la fecha del 21 de Abril 2011, día de la transformación “por decreto” del centro en un CIE, aquellos ciudadanos extranjeros fueron detenidos en un sitio sin determinación jurídica. La transformación en CIE costó millones de Euro en gastos para el adjuste, gastos para el personal médico y de servicio, y las fuerzas de policía. Allí mismo se colocó también una oficina del Juzgado de Paz para validar las detenciones.

Tras dos meses de audiciones, denuncias por parte del Movimiento Antiracista y después de una revuelta de los detenidos, la Fiscalía de la República de Santa Maria Capua Vetere – dónde todavía queda pendiente una denuncia para los abusos sufridos por los ciudadanos tunecinos – puso bajo secuestro el lager Cuartel Andolfato.



Abril 2013: ¿Los desarrollos de este asunto?

En la Gaceta Oficial n. 90 del 17 de Abril de 2013 ha sido publicada una Ordenanza del Jefe de la Protección Civil, Franco Gabrielli, que asigna 13 millones y medio de Euro (un monto exagerado, sobre todo en tiempos de recortes salvajes a educación, salud, investigación, etc.) para el arreglo antes de diciembre 2013 de los CIE de Santa Maria Capua Vetere (Caserta) y de Palazzo San Gervasio (Potenza). La experiencia ha demonstrado cómo dichos sitios resulten inútiles además que inconstitucionales, y cómo representen exclusivamente un despilfarro de dinero público.
Artículo 13 de la Constitución Italiana: “La libertad personal es inviolable. No se admite forma alguna de detención, inspección o revisión personal, ni alguna otra restricción de la libertad personal, excepto por acta motivada por las autoridades judiciales y únicamente en los casos y modalidades previstas por la ley.”
Para enfrentar dicho tema y sus posibles soluciones, el 24 de Junio 2013 en Nápoles se han reunido todas las organizaciones antiracistas italianas, que desde hace dos años luchan en contra de estos sitios de detención usados por el Gobierno Italiano para enfrentar la supuesta Emergencia Norte Africa.

domingo, 2 de junio de 2013

LA PARTECIPAZIONE DAL BASSO IN VENEZUELA


LABORATORIO OCCUPATO SKA

sQuola popolare loska

presenta

LA PARTECIPAZIONE DAL BASSO IN VENEZUELA

FOCUS:
  • Il tentativo di Golpe del 2002
  • Accesso ad una sanità pubblica e gratuita
  • Comitati di quartiere (Consejos Comunales)
  • Radio comunitarie e media alternativi

Presentazione

Dopo la dittatura militare di Pérez Jiménez (1948-1958), il Venezuela visse un lungo periodo di democrazia formale, basata sull'alternanza di forze unite nella persecuzione della guerriglia e nella repressione della protesta. Nel 1989 quanti non arrivavano più a fine mese diedero vita al cosiddetto Caracazo, delle azioni di saccheggio represse dal Governo di Carlos Andrés Pérez. In un contesto di povertà, speculazione e parassitismo, nel 1992 Hugo Chávez venne arrestato mentre era alla guida di una sollevazione militare. Candidato a Presidente nel 1998, vinse contro la vecchia classe politica col progetto di una nuova Costituzione (1999); da allora è la Destra a mettere in campo tentativi di destabilizzazione.

A tal propostito, proietteremo alcuni frammenti sul tentativo di Colpo di Stato del 2002 tratti dal documentario Puente Llaguno. Claves de una masacre.



Passati gli anni dei sabotaggi e dei tentativi di rovesciamento, nel 2005 Hugo Chávez apre nuovi programmi sociali (Misiones) e lancia la Misiòn Barrio Adentro grazie alla collaborazione di migliaia di medici cubani. Si inizia a parlare del Socialismo del Siglo XXI ed il chavismo getta le basi per la costruzione di un'altra società, che fosse fondata su: l'accesso ad una sanità pubblica e gratuita; i programmi di alfabetizzazione (Misiòn Robinson); la nascita dell'Universidad Bolivariana de Venezuela; una legge che invita a costituire Comitati di Quartiere (Ley de los Consejos Comunales); l'incentivazione del cooperativismo e della gestione operaia delle fabbriche; la creazione di mercati alimentari a prezzi calmierati; investimenti nei trasporti pubblici e per la ristrutturazione delle case; crediti agevolati per la prima casa; e poi, la diffusione di libri gratuiti o a basso costo, la contro-informazione, le radio e le televisioni comunitarie...



Sul finire del 2006 Chávez viene rieletto con un 63% che premia le sue iniziative politiche. Forte dei consensi ottenuti, il 2007 viene dedicato al referendum per riformare circa 60 articoli della Costituzione in direzione del socialismo: ridefinizione delle istituzioni da quelle locali a quelle nazionali (Nueva Geometrìa del Poder); riduzione a 36 ore dell'orario di lavoro settimanale (44 ore per la legge vigente); definizioni dei vari tipi di proprietà (privata, mista e collettiva), e tante altre proposte che avrebbero cambiato di fatto l'impianto costituzionale. Tuttavia ci fu grande astensione e vinse di una manciata di voti il NO. Da allora il chavismo ha lavorato alla difesa ed al consolidamento dei passi in avanti compiuti.



Proveremo a concentrare il dibattito sulle iniziative politiche che hanno stimolato la partecipazione dal basso ed hanno così consentito la prosecuzione del processo politico venezuelano nonostante la morte del suo leader.


Intervengono:
Indira Pineda – sociologa cubana
Fabio Avolio – diariodacaracas.blogspot.com

Video-intervista da Caracas a:
Jonathan Ochoa – attivista culturale
info: italieni@autistici.org

miércoles, 1 de mayo de 2013

Italia - Confìan en el crecimiento sin la confianza de l@s italian@s

Habemus Letta,

Italia tiene nuevo ejecutivo, que polìticamente es el mismo que saliò perdiendo las elecciones en febrero 2013. Lo que pasa, es que los partidos que màs votos perdieron decidieron juntarse y apoyar al mismo gobierno, a pesar de presentarse a los electores como opuestos en centro-derecha y centro-izquierda.

Los partidos que apoyaban a Monti y que màs votos perdieron fueron: 
1) Popolo Della Libertà (PDL - el partido de Berlusconi)
2) Terzo Polo (cristianos y liberales)
3) Partito Democratico (PD - el partido de Bersani).

Ahora estàn respaldando a Letta: 
1) PDL (el partido de Berlusconi)
2) Scelta Civica (liberales de Monti)
3) PD (el partido del resignado Bersani).

1er de Mayo 2013
Italia es un paìs con tasas de desempleo muy altas, el instituto nacional de estadìsticas (ISTAT) destaca que casi el 40% de los jovenes no tiene empleo, que en doce meses se perdieron 250 mil puestos de trabajo y que son las mujeres las màs afectadas. Véase también:

http://www.repubblica.it/economia/2013/04/30/news/disoccupazione_marzo-57751874/ 

En este marco socio-econòmico, PDL y PD se han separado solo en la propaganda electoral, pero ahora vuelven a juntarse después de haber apoyado a Monti, y a Napolitano también! No habiendo una mayorìa clara en el Parlamento, hubo un acuerdo para reconfirmar al viejo Presidente de la Repùblica y respaldar a Letta para conformar el nuevo Consejo de Ministros.

Cambia el nombre (Letta por Monti) pero sigue la lìnea polìtica en la que confìan con optimismo la Uniòn Europea y los organismos financieros internacionales. Y periòdicos neoliberales siguen con el crecimiento econòmico:

El Financial Times titùla: "Letta insta determinación para estimular el crecimiento"
http://www.ft.com/intl/world/europe
 
El Sole24ore titùla: "Letta buen gobierno, pero queda el reto del crecimiento"
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-05-01/fitch-bene-governo-letta-131231.shtml?uuid=AbGwC7rH

Làstima que falta a este gobierno el apoyo de desempleados, trabajadores y movimientos sociales.


                                                                                F.A.